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CIS - Centro di italiano per stranieri - ricerca, formazione, didattica





CIS - Centro di italiano per stranieri


Università degli studi di Bergamo
Dipartimento di Scienze dei linguaggi, della comunicazione e degli studi culturali


Convegno-seminario di aggiornamento
per l'insegnamento dell'italiano come lingua seconda
www.unibg.it/convegnocis2012

Nuovi contesti di acquisizione e insegnamento:
l'italiano nelle realtà plurilingui

Bergamo, 12–14 giugno 2012
sede di via Salvecchio 19




Presentazione



Premessa

Il C.I.S. - Centro di Italiano per Stranieri è un Centro di ricerca della Facoltà di Lingue e Letterature straniere (Università degli studi di Bergamo). Le attività del CIS si articolano attorno a tre poli: didattica (il CIS organizza dal 1978 corsi di lingua e cultura italiana per stranieri, a tutti i livelli e con formule intensive, estensive, a distanza e blended), la formazione (con corsi intensivi ed estensivi, di base e avanzati) e la ricerca (con la partecipazione a diversi progetti di ricerca legati all'apprendimento e all'insegnamento dell'italiano L2).
Il C.I.S. promuove inoltre, dal 1991, un Seminario d'aggiornamento della durata di tre giorni; dal 2002 questo appuntamento si è evoluto in un Convegno, rivolto a studiosi e insegnanti di italiano L2, operanti in Italia e all'estero in ambiti sia accademici che scolastici, pubblici e privati. Il Convegno, ora biennale, è strutturato in sessioni plenarie con relazioni teoriche e tavole rotonde o sessioni seminariali in cui è richiesta la partecipazione attiva dei partecipanti.
Tra i temi trattati nelle edizioni passate rientrano: l'italiano e le lingue immigrate; l'italiano per lo studio; la didattica dei linguaggi specialistici, della produzione orale, della produzione scritta; lo sviluppo della competenza lessicale; lo sviluppo della competenza culturale; le dinamiche relazionali tra studente-studente e insegnante-studente; le strategie di apprendimento per l'italiano L2; la spendibilità didattica dei risultati degli studi sulle sequenze di acquisizione; l'interazione didattica e l'apprendimento linguistico. Nell'ultima edizione (2010) il Convegno è stato dedicato all'acquisizione dell'italiano come lingua seconda da parte di apprendenti con background culturali o lingue materne (tipologicamente) assai diversi dall’italiano.

Gli Atti di tutti i Convegni sono pubblicati nella Collana CIS (Edizioni Guerra, Perugia).

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Presentazione del Tema

Il Convegno-Seminario CIS 2012 sarà dedicato ai

Nuovi contesti d'acquisizione e insegnamento: l'italiano nelle realtà plurilingui

L'apprendimento e l'insegnamento dell'italiano come seconda lingua sono - entrambe - attività che interessano una sempre maggiore quantità di soggetti, come viene spesso osservato; forse meno notato è invece il fatto che entrambi sono obiettivi che si perseguono in una molteplicità di contesti didattici, intesi come ‘luoghi’ (certo non solo fisici) dell'incontro/scontro tra la “domanda” e l’“offerta” di insegnamento/apprendimento linguistico: spazi di relazione, nei quali i soggetti partecipanti all'azione didattica si incontrano e mettono in gioco le loro identità, negoziando i rispettivi ruoli, obiettivi, bisogni e facendo i conti sia con le risorse che essi stessi introducono e apportano, sia con quelle che il contesto mette loro a disposizione.
Tale crescente diversificazione nei contesti d'insegnamento/apprendimento dell'italiano L2 non risulta essere stata finora oggetto di una rassegna critica e aggiornata, mirata a individuare le pratiche didattiche in uso per selezionarne le migliori. Eppure, essa riflette differenze anche profonde nelle modalità di insegnamento; differenze non prive di conseguenze rispetto agli esiti stessi di tale attività. A quali livelli ciò avviene? Qual è la portata dell'influenza del contesto sulle modalità e sugli esiti didattici? E a monte: quali sono, tra i molteplici che lo compongono, i fattori di maggior peso ai fini della definizione di un “contesto didattico” a sé stante, al quale sia pertanto rilevante dedicare ricerche distinte, o consigliare metodologie e pratiche didattiche ad hoc?

Il Convegno CIS 2012 apre la discussione attorno a questi complessi temi, secondo due prospettive.

Innanzitutto, tentando di mettere a fuoco la definizione dei fattori cruciali del “contesto didattico”, e quindi la correlazione tra tali caratteristiche e le modalità di concreta attuazione delle attività di apprendimento e insegnamento. Con questo obiettivo, si porteranno al centro della riflessione i fattori più legati al versante dell’“offerta”, cioè alle caratteristiche dei soggetti pubblici e privati che erogano la formazione linguistica (e degli insegnanti che vi operano).

In secondo luogo e di converso, risulta interessante indagare la potenza dell'impatto che sui contesti hanno le mutate e mutevoli caratteristiche dei soggetti che li popolano. Ciascun ambito didattico infatti, seppur diversamente permeabile dalle contingenze a seconda della propria istituzionalità, dimensione, finalità primaria, è comunque attraversato dal cambiamento portato dalla diversificazione nel pubblico e nelle relative esigenze educativo-comunicative. In questo senso, i “contesti” più nuovi e interessanti sono quelli che maggiormente intercettano i nuovi bisogni, e/o quelli maggiormente investiti da mutamenti nella composizione del proprio pubblico. Se a tali realtà didattiche sarà quindi dedicata particolare attenzione, non mancheranno tuttavia riferimenti alle esperienze d'insegnamento dell'italiano L2 più diffuse e consolidate, né sarà trascurato il confronto con situazioni all'estero capaci di fornire spunti e approcci alternativi.

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Temario

I contesti didattici focalizzati nel Convegno sono qui di seguito riassunti (a titolo esemplificativo e ritagliando per chiarezza confini entro realtà difficilmente separabili) nelle categorie sottostanti. Tra parentesi sono dati esempi di tematiche e/o di utenze o bisogni specifici ritenuti di particolare rilievo.

  1. “Nuovi” contesti per bisogni emergenti/specifici
    • Corsi del “terzo settore” per utenze mirate (es.: corsi per mamme, per analfabeti, spazi di “aiuto compiti”)
    • Corsi professionalizzanti (es.: badanti, operai)
    • Corsi preparatori al Test per il permesso di lungo soggiorno
    • Corsi universitari per studenti di L1 distanti (es.: Marco Polo)

  2. Contesti investiti dal rinnovamento nella composizione e/o nei bisogni delle utenze
    • Corsi EDA/CTP (es.: licenza media per adolescenti, permesso di lungo soggiorno)
    • Scuola dell'obbligo (es.: rinforzo ItalStudio/ItalBase; gestione delle classi plurilingui; problematiche connesse alla valutazione)
    • Scuola superiore (es.: orientamento e integrazione)
    • Università (es.: corsi internazionali in lingua veicolare; offerta per il rinforzo linguistico a matricole straniere)
    • Scuola dell'infanzia (es.: classi a composizione prevalentemente alloglotta)

  3. Contesti “tradizionali” di insegnamento dell'italiano L2
    • Corsi privati per utenze con alta scolarità e specializzazione (es.: settori arte-moda-design)
    • Corsi delle Università per stranieri/corsi di Università straniere in Italia
    • Corsi universitari per studenti in mobilità (es.: corsi a Erasmus)

  4. Confronti con l'estero
    • Contesti analoghi in altri Paesi: riflessioni ed esperienze
    • Contesti di insegnamento dell'italiano all'estero: spunti per e confronti con l'insegnamento dell'italiano L2

Il Comitato scientifico del Convegno selezionerà contributi e poster che, focalizzandosi su uno specifico tra i suddetti contesti, ovvero dedicandosi al raffronto tra contesti diversi, prendano in considerazione uno o più fattori tra i seguenti, esaminandone le ricadute sulle modalità e gli esiti di apprendimento/insegnamento:

  1. Fattori legati all'utenza
    • Fattori individuali (età, profilo sociolinguistico, background culturale-formativo, ecc.) dell'utenza, in rapporto con l'offerta erogata in un dato contesto
    • Fattori psico-affettivi (motivazioni, bisogni, obiettivi) e rispondenza da parte del contesto
    • Statuto dell'italiano (L2, L3, lingua di contatto, lingua veicolare, Ls) nel repertorio linguistico presente nel contesto e conseguenze didattiche
    • Reti sociali dell'utenza di un dato contesto (es.: rapporto con i pari in classe, integrazione sociale) e ricadute didattiche
    • Qualità e quantità dell'input ‘naturale’ (extradidattico) dell'utenza di un dato contesto e suo ‘sfruttamento’ nell'azione didattica

  2. Fattori legati ai soggetti erogatori di offerta didattica
    • Consapevolezza, autonomia, flessibilità dell'Ente in rapporto ai mutamenti dell'utenza e dei suoi bisogni
    • Rispondenza tra gli obiettivi formativi dell'Ente (da finalità educative ampie a strettamente istruttive) e i bisogni dell'utenza
    • Rispondenza tra le priorità didattiche dell'insegnamento (esplicitezza o meno dell'obiettivo linguistico nelle finalità dell'insegnamento; tempi e spazi per l'apprendimento linguistico) e i bisogni dell'utenza
    • Rispondenza tra la formazione e l'aggiornamento degli insegnanti e le esigenze del contesto
    • Nuovi approcci/metodo per nuovi contesti (es.: apprendimento a distanza e blended)
    • Risorse didattiche a disposizione per i diversi contesti: loro varietà, adeguatezza, modernità
    • Relazione docente-studenti nei diversi contesti (percezione di sé, asimmetrie, strutture interazionali) e conseguenze didattiche
    • Grado e direzione dell’“asimmetria” tra insegnante e apprendenti: asimmetria conoscitiva, ‘meta-didattica’ – convinzioni, aspettative, consapevolezze su come sia meglio insegnare o imparare - ma anche anagrafica, di status socioeconomico e linguistico e ricadute sul contesto
    • Omogeneità vs disomogeneità del pubblico (presenza di apprendenti con caratteristiche più o meno omogenee quanto a fattori individuali come l'età, la L1, le motivazioni, i bisogni, il background culturale) e conseguenze sulle modalità didattiche attuate
    • Qualità e quantità dell’input ‘formale’ (fornito da un dato contesto didattico) e sua rispondenza con i bisogni e le modalità d'apprendimento dell'utenza di quel contesto

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Strutturazione

Il Convegno comprenderà, oltre alle relazioni su invito, comunicazioni e poster selezionati dal Comitato scientifico. Per la presentazione delle comunicazioni, gli autori avranno a disposizione 20 minuti, cui seguirà una discussione di 10 minuti; le sessioni poster saranno invece condotte in forma di Tavole rotonde tematiche, con ampi spazi di discussione con il pubblico.
I relatori invitati per quest'edizione sono: Cecilia Andorno (Università degli studi di Torino), Antonella Ceccagno (Università di Bologna), Patrizia Giuliano (Università degli studi di Napoli Federico II), Fernanda Minuz (Università Johns Hopkins - Bologna).

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Responsabilità scientifica e organizzativa

  • Giuliano Bernini
  • Rosella Bozzone Costa
  • Luisa Fumagalli
  • Chiara Ghezzi
  • Roberta Grassi
  • Piera Molinelli
  • Monica Piantoni
  • Ada Valentini

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