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Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere

Ancora su retorica e scienze del linguaggio: quale panorama e quali prospettive

Università degli studi di Bergamo
mercoledì 29 febbraio 2012
via Salvecchio 19 - Aula 3


Incontro di studio
Ancora su retorica e scienze del linguaggio:
quale panorama e quali prospettive


per ulteriori informazioni: federica.venier@unibg.it




10.00 Introduzione
Federica Venier (Bergamo)


Coordina Richard Davies (Bergamo)

10.30 The rhetoric of dialogue and the dialogue of rhetoric - Cornelia Ilie (Malmö)
11.15 Retorica, scienze e scienze del linguaggio - Adelino Cattani (Padova)
12.00 Etnoretorica: la relatività linguistica e la relatività retorica a confronto - Maria Zaleska (Varsavia)

13-15: pausa pranzo

Coordina Narcís Iglesias (Girona)

15.00 La retorica è morta, viva la Retorica… della Pragmatica - Sergio Novani (Genova)
15.45 Conversational and argumentative aspects of Boyle’s scientific dialogue - Maurizio Gotti (Bergamo)


16.30 Conclusioni
Richard Davies, Narcís Iglesias, Federica Venier



Ormai a molti anni di distanza da un libro che segna, per alcuni versi, la storia della riflessione sulla retorica, quello curato nel 1979 da Federico Albano Leoni e Maria Rosaria Pigliasco, Retorica e scienze del linguaggio (Bulzoni, Roma), ripropongo questo ordine di riflessioni, nella consapevolezza della necessità di tornare a riflettere su questi temi.

Quel volume raccoglieva gli atti di un congresso tenutosi a Pisa tre anni prima, nel 1976 (Atti del X Congresso internazionale di studi SLI), e si colloca dunque, date le tendenze linguistiche allora predominanti, in un periodo di profondo fermento del pensiero linguistico. In quel lavoro la retorica era perlopiù assimilata alle nuove branche del sapere linguistico allora in fase germinale, e, se pure, da un lato, era implicitamente ritenuta quasi l’illustre progenitrice della pragmatica e della lingustica testuale e veniva rivisitata anche nella prospettiva della semantica, dall’altro essa offriva il destro alla riproposizione del vecchio dualismo culturale fra discipline scientifiche e discipline umanistiche: un dualismo che prendeva allora, all’interno della linguistica, la forma della contrapposizione frontale fra il generativismo e le nuove discipline che da esso più nettamente si allontanavano, la pragmatica e la linguistica testuale appunto.

Il mutato clima teorico spinge adesso a tornare a riflettere sulla serie di questioni poste in quella sede. Se la retorica ha ripreso vigore, non pare però che la riflessione sui rapporti che essa intrattiene con i vari rami della linguistica sia andata molto oltre il punto raggiunto nel 1979. Può trattarsi di una mia impressione, certo ancora da approfondire, ma l’impressione comunque è che, a parte casi isolati, la retorica sia oggigiorno certo onnipervasiva ma raramente messa davvero a confronto e integrata con pragmatica e linguistica testuale, che mai si rifletta sulla funzionalità retorica delle alternative sintattiche e, infine, sul ruolo retorico della formularità modernamente intesa. Il panorama degli studi attuali sembra infatti scisso abbastanza nitidamente in due filoni di ricerca: quello stilistico, per cui la retorica si fa armamentario pratico per addentrasi nelle peculiarità stilistiche di un autore, e quello legato allo studio delle tecniche argomentative, spesso guidate dall’idea di un disciplinamento del discorso che sembra avvicinarsi molto più alla dialettica che alla retorica.

Per tutti questi motivi spero che il prossimo convegno possa fare il punto su una situazione che sembra ancora lungi dall’essere ben delineata e possa costituire un valido punto di partenza per un confronto nazionale e internazionale sulle tematiche che si sono prospettate.

Federica Venier

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